30 Maggio 2007

GreenPc. Un calcolatore per Gaia
Per una comprensione ecologica dell’industria informatica,
verso uno sviluppo sostenibile

1. il quadro concettuale. Sviluppo sostenibile e design

La scelta di intraprendere il presente lavoro nasce da quattro anni di ricerca sulla progettazione per lo sviluppo sostenibile.
Dato l’insieme di relazioni tra le attività umane e la loro dinamica (sociosfera e tecnosfera) e il resto del pianeta (geosfera e biosfera), il concetto di sostenibilità si basa sull’idea che tali relazioni debbano permettere alla vita umana di continuare, agli individui di soddisfare i loro bisogni e alle diverse culture di svilupparsi, ma contenendo entro limiti determinati l’alterazione dell’ecosistema terrestre.
Questa condizione risulta essenziale per garantire alle generazioni future almeno le stesse opportunità di cui gode quella presente. Contemporaneamente, concepire lo sviluppo in termini di sostenibilità significa rimettere in discussione il complesso dei sistemi economici, politici, sociali sui quali si basa l’attività umana.
La progettazione in ogni sua forma è (e a mio parere è giusto che sia) parte integrante di questo processo. Quindi, anche nell’ambito del design, diventa indispensabile capire quanto la progettazione (che significa esattamente proiezione nel futuro) contribuisca a trasformare il mondo nel quale opera e per il quale progetta. In particolare, il designer dovrebbe porre alla base del proprio agire due importanti principî, fra quelli statuiti nell’ambito della Conferenza Mondiale O.N.U. su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (1992): il Principio Responsabilità (Dichiarazione di Rio, principio 13), per cui gli Stati dovrebbero cooperare allo sviluppo progressivo del diritto internazionale in materia di responsabilità e di indennizzo per gli effetti nocivi del danno ambientale causato da attività svolte nell’ambito della loro giurisdizione o sotto il loro controllo in zone situate al di fuori della loro giurisdizione; il Principio Precauzione (principio 15), per cui in caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di certezza scientifica assoluta non deve servire da pretesto per rinviare l’abolizione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale.
Si riconosce infine l’esigenza di una sensibilizzazione diffusa sul tema, che risulta ancora largamente frainteso, se non addirittura ignorato.

2. il tema. Sostenibilità dell’industria informatica

Si è scelto di operare nell’ambito dell’high-tech perché costituisce una delle problematiche più delicate dello sviluppo sostenibile.
Da un lato, la sostenibilità si realizza con la riduzione drastica dei cicli di materia connessi alla produzione e fruizione di un bene. Una delle strategie più accreditate, in questo senso, è il passaggio concettuale dal prodotto al servizio. Quest’ultimo, però, necessita sempre di un’infrastruttura che il più delle volte consiste in un prodotto informatico. D’altro canto, l’industria hi-tec è ad oggi profondamente insostenibile, per molteplici ragioni e in ogni momento del processo produttivo.
Ne deriva un evidente paradosso, per cui una delle strategie più sostenibili, la sostituzione di prodotti con servizi equivalenti, si fonda sull’uso di una tecnologia estremamente impattante, l’high-tech.
Nel 2002 sono state pubblicate due Direttive Europee (direttiva RoHS 2002/95/CE e direttiva RAEE 2002/96/CE) che impongono l’eliminazione di sostanze pericolose per l’ambiente e per la persona, nonché la revisione delle responsabilità civili e penali per la gestione dei rifiuti. L’emanazione di tali direttive e il progressivo recepimento da parte dei paesi membri sono un segnale positivo; c’è però da sottolineare che entrambe le direttive risultano limitate, in prospettiva.
La direttiva RoHS fa riferimento a una lista di sostanze pericolose (metalli pesanti, piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, alcuni ritardanti di fiamma bromurati) che dovrebbe essere estesa alla totalità delle sostanze sospette (PVC in primis), in coerenza con il Principio Precauzione.
Per quanto riguarda la direttiva RAEE, i provvedimenti e gli ambiti di responsabilità sono atti a contrastare il solo problema dello smaltimento di rifiuti tecnologici, ma non vi è menzione delle misure da adottare negli altri momenti della produzione. Comunque, la direttiva prevede incentivi per i produttori che tengano conto, già nella fase progettuale, dei rischi legati alla loro attività e della necessità di recuperare i rifiuti.

3. gli obiettivi. Ricerca, progetto e comunicazione

Gli obiettivi del lavoro sono diversificati:
– compilare un’estesa ricerca che tenga conto delle soluzioni tecnologiche già esistenti, di quelle in via di sviluppo e delle best practices consolidate negli ambiti della produzione e della fruizione informatica.
– sviluppare un progetto di sistema (per uso pubblico) sviluppato sul piano prettamente prestazionale, che proponga modalità sostenibili nella fruzione del prodotto.
– sviluppare un progetto di pc (per casa e/o ufficio) che preveda l’uso di accorgimenti e tecnologie attuabili nel breve termine e che riduca drasticamente l’impatto del prodotto nell’arco del suo intero ciclo di vita (accaparramento delle risorse, produzione, distribuzione, fruizione, dismissione, recupero).
– sviluppare il concept design di un pc sostenibile in ogni suo aspetto. Attraverso quest’ultima proposta s’intende delineare uno scenario ideale e futuribile, cui l’industria informatica dovrebbe tendere per poter partecipare alla sostenibilità di uno sviluppo comune, nel medio e nel lungo termine. In particolare, la progettazione sarà tesa a:
– eliminare dal prodotto ogni sostanza pericolosa o sospetta, per l’uomo e per l’ambiente
– ridurre a zero l’impronta ecologica dell’industria informatica
– migliorare l’accessibilità del prodotto-sistema pc, sul piano tecnico, della fruizione e dell’apprendimento
– semplificare trasporto, assemblaggio e disassemblaggio, riparazione, aggiornamento e integrazione, recupero
– collaborare alla diffusione di software open source, particolarmente per l’uso domestico e nelle pubbliche amministrazioni (GPP)
S’intende verificare la praticabilità delle soluzioni individuate, con l’individuazione di casi esemplari ed esami di Life Cycle Assessment.
La comunicazione del tema resta una contingenza primaria. Si è scelto di proporre un progetto teso, anzitutto, a trasmettere e diffondere un’idea di sostenibilità esaustiva e aderente alla realtà, perché il tema possa essere compreso e valutato nella sua complessità. Si cercherà, quindi, di produrre un lavoro ad alto valore comunicativo, che presenti stimoli per la riflessione su diverse tematiche inerenti lo sviluppo sostenibile e il design come parte integrante del problema.

4. le modalità. Priorità nella progettazione sostenibile

L’intero progetto sarà svolto in linea con le principali intuizioni e strategie che la sostenibilità offre.
Si valuteranno le opportunità residenti nell’uso di nuove tecnologie, ma anche e soprattutto nell’adozione di best practices consolidate. In particolare, si terrà conto del valore di tali opportunità in un’ottica integrata: le soluzioni individuate nel corso della progettazione, andranno a costituire una gerarchia di strategie percorribili che saranno valutate, in ultima istanza, più sul piano dell’efficacia che su quello dell’efficienza, dalla necessità all’opportunità.
Come già accennato, ogni problema (prima isolato ed esaminato) sarà contestualizzato nel quadro più ampio e interconnesso del Life Cycle Assessment. L’adozione delle tecniche e pratiche succitate avverrà quindi in considerazione dell’intero ciclo produttivo dell’hardware, non solo della sua fase terminale.
Sarà infine fondamentale includere la prospettiva sociale fra le priorità progettuali, per due sostanziali ragioni. La prima consiste nel legame indissolubile che intercorre fra la qualità di un prodotto e la qualità della vita di chi ne rende possibile la produzione (fair trade), nonché di coloro che ne fanno uso o si occupano della sua dismissione. La seconda ragione risiede nel fatto che hardware e software sono, ad oggi, sostanzialmente inaccessibili per la stragrande maggioranza degli utenti di personal computer. Ciò pone grandi limiti alla comprensione del medium informatico (come oggetto fisico, oltre che come strumento di lavoro) e all’apprendimento per mezzo di esso.

5. precisazioni.

E’ di fondamentale importanza chiarire che il valore del lavoro è da ricercarsi nella struttura del progetto, più che nella sua ipotetica attuazione. Per comprendere e condividere gli obiettivi del lavoro è altresì necessario accettare un’idea ampliata di design che, a fianco della progettazione di prodotti, includa la progettazione di esperienze formative, servizi e processi. Tale accettazione è anche un’importante premessa per il recupero del valore pedagogico del design.
Il risultato del lavoro si costituirà di due progetti (uno più concreto, l’altro più concettuale) e una ricerca, concepiti per essere complementari: il valore e il senso di ciascuno si completerà negli altri

::

May 30th, 2007

[we apologies, the English version is still very rough and incomplete. We will replace it with a cleaner version, as soon as possible]

GreenPc. A computer for Gaia
For a deeper ecologic comprehension about informatics’ industry,
towards a sustainable development

1. the conceptual frame. Sustainable development and design

The choice of undertaking this work comes from four years of research on design for sustainable development.
Given the system of relationships between human activities with their dynamics(sociosphere and technosphere) and the rest of the planet (geosphere and biosphere), the concept of sustainability is based on the idea that such relationships have to help human life to keep on, people to satisfy their needs, different cultures to develop; but this all has to happen so that the alteration on planet’s ecosystem are contained within precise limits.
This condition is fundamental, in order to guarantee to future generations at least the same opportunities which the present generation have. At the same time, conceiving development in terms of sustainability, means reconsidering the whole of economical, political ans social systems, on which human activities are based.
Design, from any point of view, is an integral part of such a process. Then, even to designers it is fundamental the comprehension of how design activity (“project” means projection into the future) participates in transforming the world, where they live and for which they design. In particular, designers should base his activity on a couple of important principles, among the ones decreed during the U.N. World Conference of Environment and Development, Rio de Janeiro 1992: the responsibility principle (Rio Declaration, principle 13), according to which States shall develop national law regarding liability and compensation for the victims of pollution and other environmental damage. States shall also cooperate in an expeditious and more determined manner to develop further international law regarding liability and compensation for adverse effects of environmental damage caused by activities within their jurisdiction or control to areas beyond their jurisdiction; the precaution principle (principle 15), according to which where there are threats of serious or irreversible damage, lack of full scientific certainty shall not be used as a reason for postponing cost-effective measures to prevent environmental degradation.
Finally, we recognize the need for a diffused sensitization about the theme, as a fundamental strategic objective: too often such a problem is still misunderstood, where not unknown.

2. the theme. Sustainability and informatics’ industry

This project is focused on high-tech, because it is one of the most delicate topics of sustainable development.
Sustainablity actualize through drastic reduction of material cycles, which are connected to the fruition of a good. According to this, one of the most accredited solutions is the conceptual gap from product to service. On its turn, such a service has an infrastructure, which most of the times is an informatic product.
On the other side, nowaday high-tech industry is deeply unsustainable, for many different reasons and in every step of the manufacturing process.
An evident paradox comes out: one of the most sustainable strategies (the products’ replacement with equivalent services) is based on a highly impacting technology (informatics).
In 2002, two European Directives were published (RoHS 2002/95/CE and WEEE 2002/96/CE), which banish chemicals hazardous for people and the environment, and impose a revision of civil and penal responsibilities for waste management. These directives and the gradual reception by European countries are encouraging; anyway it is important to specify that both directives are limited, in perspective.
RoHS directive deals with a list of hazardous substances (lead, mercury, cadmium, hexavalent chromium, some brominated flame retardants), which should be extended to the whole of suspicious chemicals (PVC above all), according to Precaution Principle.
For what concerns RAEE directive, measures and responsibilities are to face the only problem of e-waste, while there’s no mention of measures to adopt for the rest of products’ lifecycle. Anyway, the directive provides incentives for those manufacturers who take into account, from the very first design phases, the risks related to their activities and the need of waste recover.

3. objectives. Research, design and communication

The project has several objectives:
– to compile a wide research on existing technological solutions, on the developing ones, on best practices, for informatics’ production and use.
– to design a computational system (for public use), strictly developed on performances; the system should suggest sustainable ways for using informatic products and services.
– to develop a pc design (for home or office use) on technologies and solutions, which can be actualized in the next future and considerably reduce the product’s impact in its whole lifecycle (collection of material resources, manufacturing, distribution, use, casting-off, recovery).

[…]

4. methodology. Priorities in sustainable design

[…]

5. specifications

[…]

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.