BlogActionDay09

Oggi è il terzo Blog Action Day.
Nonostante io abbia aderito all’iniziativa già dalla sua prima edizione, vorrei approfittare del BAD di quest’anno per fare qualcosa di nuovo su IT goes Green.
I temi scelti per il Blog Action Day, quest’anno come in quelli passati, si intersecano nel tema più ampio, urgente e critico che è lo sviluppo sostenibile. ITgG ha sempre trattato l’IT in quest’ottica globale; è per questa ragione che ogni tema proposto da BAD è sempre rientrato perfettamente nella filosofia e negli argomenti del blog; è per la stessa ragione, inoltre, che i confini fra tematiche come “Ambiente”, “Povertà”, “Cambiamenti Climatici” sembrano così sfocati nei posti di ITgG; per la stessa ragione, infine, così tante soluzioni e teorie sono presentate su questo blog come egualmente rilevanti ed urgenti, seppure molto diverse fra loro.


Come già accennato, voglio approfittare dell’iniziativa di quest’anno per portare delle novità su questo blog.
Primo, oggi scriverò in prima persona: fino ad ora ho sempre preferito la forma impersonale, avendo pubblicato (nella maggior parte dei casi) articoli volti a segnalare testi di terze persone.
Rispetto ad altri blog che trattano l’argomento della Tecnologia dell’Informazione “verde”, ITgG ha sempre privilegiato soluzioni di lungo termine, sistemiche, e teorie innovative (anche quando relativamente datate) alle “ultime novità”. L’obiettivo principale di questa scelta risiede nella volontà di delineare una cornice ampia, olistica, attraverso cui guardare lo sviluppo sostenibile nella sua interezza e nella sua complessità. Un’altra novità che vorrei apportare al blog, con questo articolo, è la presentazione esplicita di questo approccio sistemico.

Non spenderò troppe parole per descrivere in cosa consistano i cambiamenti climatici, dato che esistono molte altre fonti sul web, ben più autorevoli, per questo scopo. Al di là della cara Wikipedia, suggerisco di dare un’occhiata alle 8 Grandi Risorse sui Cambiamenti Climatici, proposte sul sito di BAD. In questa sede mi limiterò a citare alcuni concetti chiave, utile presupposto ai contenuti di questo articolo:
Here, I’ll just underline a few key-concepts for the sake of this article’s clarity:
– i cambiamenti climatici sono legati a diversi fattori ma sono causati per la maggior parte dalla concentrazione di CO2 nell’atmosfera. Stando a Wikipedia, altre cause significative sono gli aerosol e l’assottigliamento dello strato di ozono
– sia la concentrazione di CO2 che il clima del pianeta stanno cambiando rapidamente; troppo rapidamente
– l’attività antropica globale è la principale causa della velocità dei suddetti cambiamenti

Sono svariate le ragioni per cui i fattori antropici influiscono così tanto sui cambiamenti climatici: dall’uso non sostenibile delle fonti di energia più diffuse, alle emissioni connesse alla produzione, al trasporto, la fruizione e la dismissioni di beni materiali o immateriali, all’impoverimento delle aree verdi (a causa della deforestazione, dello sfruttamento del terreno per agricoltura e allevamento, della desertificazione).
Fra tutte le attività menzionate, l’impatto di quelle direttamente legate alla Tecnologia dell’Informazione sono incredibilmente elevate: circa il 2% delle emissioni globali di CO2 sono causate dall’IT; più o meno la stessa percentuale prodotta dall’intero settore dell’avionica.
Come affrontare un problema di tali proporzioni?
Cercare un’unica soluzione, che valga universalmente, è semplicemente sbagliato. Come per ogni altra questione di ordine sistemico, c’è bisogno di soluzioni sistemiche. Quando si tratta di tematiche globali e connesse all’ambiente, bisogna tenere sempre a mente quanto profondamente interconnesso sia ogni attore e ogni fenomeno di questo pianeta, con ogni altro.
Col riscaldarsi del clima i ghiacciai, le città costiere, la disponibilità di cibo e la biodiversità sono gravemente minacciate. E queste minacce derivano da una varietà di cause ed effetti, non una sola, per cui richiedono soluzioni distinte e complementari. Con questo non intendo solo dire che i problemi dovrebbero essere affrontati ripensando l’intero sistema delle attività umane; intendo anche che ogni signola attività dovrebbe essere osservata da una varietà di prospettive, ciascuna delle quali suggerisce soluzioni peculiari.

E questo è quanto ITgG sta cercando di fare dal 2006.
Il mio obiettivo da allora è mostrare quante tecniche e tecnologie differenti, quanti progetti, pratiche e ricerche sono già disponibili o comunque fattibili in tempi ragionevoli. Mentre tali soluzioni si moltiplicano ed evolvono, esse promettono sempre più di alleviare l’impatto dell IT, che attualmente grava sull’ambiente, la biosfera, la sanità e la sicurezza del genere umano. Ciò che va ancora fatto, è trovare modi intelligenti di utilizzare tali risorse, perché esse funzionino assieme, operando in modo sistemico, innescando circoli virtuosi, producendo emergenza utile.
Vorrei concentrarmi su due altri aspetti, troppo spesso sottovalutati, prima di chiudere questo articolo: la conoscenza e la pratica. Entrambe sono chiaramente indispensabili ma quel che è ancor più importante ricordare, è che non sarà mai possibile trovare alcuna soluzione né comprendere alcun problema, finché l’educazione e l’informazione non saranno completamente disponibili a tutti e in ogni momento; inoltre, nessuna pratica è sufficientemente adeguata, se non è appresa dal passato, compresa e reinterpretata nel presente e collaudata dall’esperienza.
Questo dovrebbe dare un’idea di quanto io consideri importante l’iniziativa del BAD e la diffusione di concetti che vale la pena conoscere, soprattutto se messa in atto da una massa critica, dalle persone: le idee posso essere realizzate con la dedizione e la volontà di agire in prima persona.
Per innescare una nuova (vera) rivoluzione informatica, la Tecnologia dell’Informazione deve essere ripensata. Quella rivoluzione potrebbe ridurre (anche eliminare, nel lungo periodo) le emissioni di CO2; questo varrebbe tanto per le emissioni direttamente connesse al settore dell’IT, quanto per quelle di ogni altra attività resa più efficiente dai mezzi informatici. Una rivoluzione come questa potrebbe farci ben sperare.
E’ un percorso lungo e difficile ma è troppo importante per non preoccuparsene.

Grazie a BAD, grazie a voi lettori, grazie agli attivisti,
Stefano Cieri

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.